Sistema Neutronix - Elementi costitutivi

  1. Acev
  2. Entrata Acev
  3. Uscita Acev per dispersore

Il Sistema Neutronix è costituito principalmente da due dispositivi brevettati totalmente contenuti in appositi armadi metallici:

  • ACEV (Assorbitore di correnti elettrostatiche e vaganti).
  • Dispersore di correnti elettrostatiche.

Acev

L’assorbitore è formato da più masse metalliche, atte ad a richiamare ed ad assorbire in tempo reale le cariche elettrostatiche presenti nell’ambiente di lavoro.

Funzionamento e proprietà

Per poter assorbire le cariche di disturbo è necessario:
- applicare con appositi morsetti di fissaggio o altro, della treccia di rame o di alluminio sulla superfice della struttura del macchinario o dell’impianto interessato;
- utilizzare dei cavi di messaterra giallo verde per collegare la treccia fissata agli assorbitori contenuti nel armadio del Sistema Neutronix;

Strutturalmente, nella parte superiore dell’ACEV, sono predisposti due poli in rame:
- uno di 50x10 di dimensione rappresenta l’entrata ovvero il punto in cui le cariche statiche confluiscono nell’assorbitore;
- uno di 30x8 di dimensione rappresenta l’uscita ed è direttamente collegato con appositi cavi di messaterra ai dispersori di correnti elettrostatiche.
L’assorbimento delle cariche avviene in modo graduale e continuo rendendo l’ambiente di lavoro totalmente neutro.

Dispersore di correnti elettrostatiche

Questo dispositivo opera in stretto contato con gli ACEV, in quanto la sua principale funzione è quella di neutralizzare le correnti elettrostatiche accumulate dagli assorbitori, permettendo così la ricezione in continuo degli ACEV di altre cariche.

Funzionamento e proprietà

Strutturalmente i dispersori sono costituiti da un tubo in moplen (160x700) al cui interno è posto un dispositivo di sfregamento che utilizza un flusso di aria creato artificialmente da un ventilatore situato nell’estremità inferiore del dispersore.
Il dispersore riceve le correnti elettrostatiche dagli Acev tramite i cavi di messaterra; tali correnti entrano così nel dispersore, passano attraverso il dispositivo di sfregamento, dove perdono a loro staticità, e sono quindi disperse nell’ambiente esterno senza provocare alcun pericolo per le macchine e le persone circostanti.

La dispersione delle cariche elettrostatiche nell’atmosfera anziché nel terreno, permette di superare tutti i limiti dovuti alla progressiva saturazione del terreno che si verifica quando le cariche statiche devono essere disperse in grandi quantità.
Inoltre l’utilizzo del dispersore e non del terreno come elemento di neutralizzazione garantisce una maggiore costanza ed una migliore affidabilità nella dispersione delle cariche statiche ed elimina tutti i problemi che si incontrano negli attuali sistemi di messaterra con pallina quando le caratteristiche delle zone limitrofe dell’impianto di produzione non sono idonee, per la loro natura geologica o per altre ragioni, ad una buona dispersione della carica statica.

Consumi:

All’interno dei dispersori sono situati dei ventilatori aventi motorini monofase da 230 W, alimentati da una corrente da 0,22 A che sviluppano una potenza di assorbimento motore pari a 50 W a 50 Herz e 46 W a 60 Herz.